sezione: PRIMA PAGINA

CARLETTO (CGIL): "IL COMPARTO DEL LEGNO RISCHIA DI SCOMPARIRE!" - NEL BASSANESE IN GENERALE ASSUNZIONI IN CALO DEL 33% E IN SEI MESI 440 LICENZIAMENTI

 

immagine articolo

29/07/2010 - Di seguito la rassegna stampa relativa all'intervento della segretaria Fabiola Carletto nelle pagine di Bassano del Grappa del Giornale di Vicenza (pg 38 articoli di C. Z.):
TITOLO: «Il comparto del legno rischia di scomparire»
TESTO: Se non si correrà ai ripari, dopo le ferie il comparto del legno a Bassano inizierà a scomparire. Come un tarlo insistente e tenace, la crisi globale ha rosicchiato spazi di mercato e margini di guadagno e sta seriamente compromettendo un settore fino a pochi anni fa considerato trainante per l'economia del comprensorio.
A lanciare l'allarme è Fabiola Carletto, responsabile locale della Cgil, che nella sua analisi generale della situazione economica, sottolinea le condizioni, piuttosto preoccupanti, delle imprese operanti nell'ambito della falegnameria, della carpenteria in legno e del mobile in stile. Una categoria, quest'ultima, che un tempo poteva ritenersi il fiore all'occhiello dell'imprenditoria comprensoriale.
«L'idea del distretto non è stata capita - osserva la sindacalista - e oramai i titolari delle aziende hanno fatto ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali a loro disposizione, compresa la cassa integrazione in deroga, rivolta principalmente agli artigiane e alle ditte con meno di cinquanta addetti».
Carletto non nasconde quindi la sua preoccupazione per le decine di imprese che, dopo la pausa estiva, con molta probabilità di troveranno costrette ad avviare procedure di riduzione del personale e di chiusura».
E tra di esse, a quanto rimarca la portavoce della Cgil bassanese, vi sono anche ditte storiche, molto note anche al di fuori dell'ambito locale. C.Z


TITOLO:LA CRISI. Il sindacato fa il punto sulla situazione occupazionale e sul difficile momento dell'economia locale - In sei mesi 440 licenziamenti - Fabiola Carletto: «Assunzioni in calo del 33% rispetto al 2009. Una quindicina le grosse aziende che sono in difficoltà»
TESTO: Assunzioni in calo del 33 per cento rispetto allo scorso anno, un aumento preoccupante del ricorso alla cassa integrazione straordinaria e a quella in deroga, una quindicina di aziende del comprensorio, quasi tutte del settore orafo e metalmeccanico, che tra gennaio e luglio 2010 hanno fatto richiesta di mobilità per un totale di 440 dipendenti. La crisi continua a mordere nel Bassanese, dove quotidianamente si avviano riorganizzazioni aziendali e riduzioni del personale e dove le imprese stanno dando fondo a tutti gli ammortizzatori sociali.
«C'è un grosso problema a livello di mercato - spiega Fabiola Carletto, responsabile della Cgil locale - eppure non sembra ci siano segnali importanti di attenzione per questa situazione. Rispetto al 2009 c'è stata una riduzione della cassa integrazione ordinaria ma sono aumentate le domande di cassa integrazione in deroga (concessa a piccole ditte e artigiani) e straordinaria, cui nel 90 per cento dei casi segue il licenziamento».
Con 21 milioni di ore totali di cassa nel 2009, la provincia di Vicenza ha conquistato un triste primato nel Veneto e nei primi sei mesi del 2010 in tutto il Vicentino si sono contate 18.955 nuove istanze di cassa integrazione delle quali, come conferma la sindacalista, circa il 30 per cento proviene interessa il Bassanese. A questi dati vanno aggiunti quelli relativi alla mobilità. In zona, questa forma di sostegno è stata richiesta nei primi sei mesi del 2010 per 440 lavoratori, da circa una ventina di ditte del mandamento operanti per lo più nel settore della metalmeccanica o dell'oro. In alcuni casi, si tratta di imprese storiche e molto note: si pensi a Balestra, Silmar, Alban, Fiore per oro e metalmeccanico. Nella lista compaiono anche realtà considerate leader nel campo dell'abbigliamento, come la Diesel o la Dainese. In settembre anche molte imprese del comparto legno potrebbero trovarsi nelle condizioni di avviare procedure di crisi.
«Quanto alla ripresa - dice Carletto - nessun settore è completamente crollato e la manifattura continua a costituire l'ossatura dell'economia del nostro territorio. Per uscire dall'impasse sarà indispensabile puntare sulla ricerca, sull'innovazione, sulla qualità e, come hanno finalmente capito gli imprenditori, sulle alleanze produttive».
«Bisogna cercare qualcosa di nuovo - sottolinea - come la green economy. La situazione resta in ogni caso difficile: assistiamo ad una continua espulsione dal mondo del lavoro di over 45 e immigrati. I consumi calano, per la spesa si preferisce il discount e molte famiglie stiano ritirando i figli dagli asili nido. Basta fare un giro alla Caritas per capire come stanno la cose».
La sindacalista della Cgil è tuttavia convinta che il Bassanese abbia le potenzialità per rialzare la testa e auspica in una serie di interventi a sostegno dell'economia e dei lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, ridotti a vivere con meno di 1000 euro al mese.C.Z.